Il 2026 segna un cambio di rotta importante per gli incentivi nel settore automobilistico. Dopo anni in cui gli aiuti pubblici erano concentrati soprattutto sull’acquisto di veicoli nuovi, il Governo ha scelto una strategia completamente diversa: sostenere chi possiede già un’auto e vuole renderla meno inquinante senza sostituirla.
Questa svolta è emersa durante il tavolo Automotive del 30 gennaio 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove sono state anticipate le linee guida del piano 2026-2030. Le misure definitive arriveranno con un DPCM, ma le prime indicazioni delineano già con chiarezza la direzione intrapresa.
Il nuovo programma di incentivi dovrebbe mettere in campo circa 1,6 miliardi di euro nel quinquennio. La maggior parte delle risorse, circa 1,2 miliardi, sarà destinata all’industria automotive, mentre 400 milioni saranno riservati direttamente ai cittadini.
Tra gli interventi previsti per i privati emergono diverse iniziative pensate per accompagnare la transizione ecologica senza gravare eccessivamente sulle famiglie:
• contributi per installare colonnine di ricarica domestiche
• incentivi per veicoli commerciali leggeri
• sostegno al noleggio sociale a lungo termine di auto elettriche
• aiuti dedicati ai quadricicli
• incentivi per convertire le auto già in circolazione a GPL o metano
La misura che dovrebbe partire per prima riguarda proprio la conversione delle auto a gas, considerata la soluzione più immediata per ridurre le emissioni del parco circolante.
Per il 2026, secondo le prime anticipazioni, non sono previsti bonus per acquistare una nuova auto. Le risorse verranno invece concentrate sul cosiddetto retrofit, cioè la trasformazione di veicoli già immatricolati.
In pratica si tratta di convertire un’auto a benzina in un modello bi-fuel, capace di funzionare anche a GPL o metano. Non viene modificato il motore originale: vengono aggiunti componenti specifici come serbatoio dedicato, centralina, iniettori e sistema di commutazione del carburante.
Questa scelta punta a due obiettivi fondamentali: abbattere le emissioni e permettere a un numero maggiore di cittadini di accedere agli incentivi senza dover affrontare la spesa di un’auto nuova.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la modalità di erogazione del bonus. Gli incentivi saranno riconosciuti come sconto diretto in fattura, evitando agli automobilisti di anticipare l’intera spesa e attendere un rimborso.
Gli importi previsti sono:
• fino a 400 euro per la conversione a GPL
• fino a 800 euro per la conversione a metano
Il vantaggio economico non si limita al contributo iniziale. Il passaggio a gas può ridurre il costo del carburante tra il 40% e il 60%, rendendo la scelta conveniente anche nel lungo periodo.
Il bonus non sarà universale. L’obiettivo è intervenire sui veicoli più inquinanti, per questo gli aiuti dovrebbero essere riservati alle auto Euro 4 o precedenti.
A questa misura dovrebbero essere destinati circa 21 milioni di euro, con l’intento di favorire chi ha maggiori difficoltà ad acquistare un veicolo nuovo ma vuole comunque ridurre l’impatto ambientale del proprio mezzo.
La strategia degli ecoincentivi 2026 punta quindi a una transizione più accessibile e inclusiva, spostando il focus dall’acquisto alla riqualificazione del parco auto esistente.


