Il Bitcoin si è mantenuto in area 76.000 dollari per token nella giornata di domenica, ma diversi strategist avvertono che…Il Bitcoin si è mantenuto in area 76.000 dollari per token nella giornata di domenica, ma diversi strategist avvertono che…

Bitcoin sotto pressione: la correzione potrebbe non essere finita

2026/02/02 13:10

Il Bitcoin si è mantenuto in area 76.000 dollari per token nella giornata di domenica, ma diversi strategist avvertono che la recente fase di debolezza potrebbe non essere ancora conclusa. Secondo gli analisti, gli investitori continuano a mostrarsi cauti e poco inclini ad acquistare il ribasso.

Nel corso del weekend, la principale criptovaluta mondiale ha registrato un calo deciso, scivolando ai minimi da aprile dello scorso anno e segnando il quarto mese consecutivo in territorio negativo. Il movimento ribassista si è intensificato dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che venerdì ha indicato Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve al termine del mandato di Jerome Powell previsto per maggio. Una scelta interpretata dai mercati come fortemente orientata verso una linea monetaria restrittiva.

La debolezza non ha riguardato solo Bitcoin. Anche Ethereum e le principali altcoin hanno seguito il movimento al ribasso, in parallelo con il crollo dei metalli preziosi come oro e argento, già colpiti duramente nella seduta di venerdì, con perdite che si sono estese anche alla serata di domenica.

Con Bitcoin ormai vicino a una zona di supporto chiave intorno ai 73.000 dollari, gli analisti di 10X Research sottolineano come il sentiment di mercato sia cambiato in modo significativo. Secondo una nota diffusa domenica sera, i flussi e i dati di posizionamento indicano che gli investitori non sono ancora pronti a comprare il ribasso.

Pur riconoscendo che diversi indicatori tecnici e di sentiment si stanno avvicinando a livelli estremi, 10X Research evidenzia come il trend ribassista principale resti intatto. In assenza di un catalizzatore chiaro, spiegano gli analisti, non c’è ancora un’urgenza diffusa di rientrare sul mercato. L’attenzione dei trader resta concentrata soprattutto sul deleveraging e sulla chiusura delle posizioni, più che sulla preparazione di un classico rimbalzo tecnico.

La pressione sulle criptovalute riflette una fragilità più ampia dell’intero comparto. Al di là di un breve rimbalzo registrato il mese scorso, Bitcoin fatica a trovare slancio già da ottobre, periodo segnato da vendite da parte delle whale e da una serie di liquidazioni forzate che hanno colpito l’industria.

Dall’inizio dell’anno, Bitcoin registra una flessione superiore al 12%, mentre Ethereum ha perso circa il 23%. Complessivamente, il mercato delle criptovalute ha bruciato circa 1.700 miliardi di dollari di capitalizzazione, pari a un calo di quasi il 39% rispetto al picco dello scorso anno, secondo le stime di 10X Research.

Nonostante il quadro resti complesso, alcuni osservatori iniziano a individuare aree di possibile interesse. Sean Farrell di Fundstrat ha sottolineato venerdì come la fascia tra i 74.000 e i 76.000 dollari rappresenti un supporto logico. I 74.000 dollari corrispondono infatti al minimo intraday toccato nell’aprile 2025 durante la fase di vendite legata ai dazi, mentre i 76.000 dollari coincidono con il costo medio di acquisto di Bitcoin del colosso delle tesorerie digitali Strategy.

Farrell resta comunque prudente, chiarendo di non essere convinto che l’area dei mid-70k rappresenti il minimo definitivo dell’anno. Tuttavia, in termini di rapporto rischio-rendimento, questa zona inizia a risultare più interessante per un riallocamento selettivo del capitale, in un contesto di mercato ancora dominato dall’incertezza.

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