Le azioni di Hexagon AB hanno avviato la seduta con un progresso deciso, nonostante un quarto trimestre caratterizzato da utili e ricavi in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La reazione positiva del mercato segnala che gli investitori stanno guardando soprattutto alla qualità dei margini e alla solidità della generazione di cassa, più che al semplice confronto numerico anno su anno.
Nel quarto trimestre il gruppo ha registrato vendite nette operative pari a 1,43 miliardi di euro, in leggera riduzione rispetto agli 1,45 miliardi dello scorso anno. La crescita organica si è comunque mantenuta positiva, attestandosi intorno al 3%, segnale di una tenuta del business core nonostante il contesto più complesso. Anche includendo i ricavi differiti acquisiti, il fatturato complessivo resta allineato a 1,43 miliardi, sotto il livello del corrispondente trimestre precedente.
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Sul fronte della redditività, gli utili lordi rettificati sono scesi marginalmente a 964,1 milioni di euro rispetto a 966,3 milioni, ma con un elemento di rilievo: il margine lordo rettificato è migliorato, salendo al 67,5% contro il 66,7%. Questo indica una gestione più efficiente dei costi e un mix di ricavi più favorevole.
Diverso invece il quadro per l’EBIT rettificato, che si è fermato a 420,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 450,3 milioni dell’anno precedente. Anche il margine operativo ha subito una contrazione, passando dal 31,1% al 29,4%. La compressione dei margini operativi riflette pressioni sui costi e investimenti in corso su prodotti e piattaforme tecnologiche.
L’utile rettificato per azione è sceso a 11,8 centesimi di euro dai precedenti 12,4 centesimi, mentre l’utile per azione riportato si è ridotto a 8,8 centesimi contro 10,9 centesimi. Numeri che confermano un trimestre più debole sul piano della profittabilità netta.
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Un indicatore che ha invece mostrato un netto miglioramento è la conversione di cassa, salita al 121% rispetto al 116% dell’anno scorso. Questo dato è spesso letto dagli analisti come un segnale di qualità degli utili e di capacità dell’azienda di trasformare il risultato operativo in liquidità reale.
I ricavi ricorrenti hanno raggiunto 567,4 milioni di euro, contro 582,5 milioni nel confronto annuale, con una crescita organica del 3%. La componente ricorrente resta quindi una base importante di stabilità per il modello di business del gruppo.
Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,14 euro per azione, invariato rispetto all’esercizio precedente, scelta che punta a trasmettere continuità e affidabilità nella politica di remunerazione degli azionisti.
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