Corcept Therapeutics (NASDAQ: CORT) è crollata di circa il 50% il 31 dicembre dopo che la FDA ha richiesto dati aggiuntivi per supportare l'efficacia del relacorilant, il suo trattamento candidato per la sindrome di Cushing.
La battuta d'arresto ha gettato dubbi sulla forza della pipeline di CORT e ha innescato una forte rivalutazione da parte degli analisti. Sottolinea la sensibilità del mercato agli sviluppi normativi nelle aziende farmaceutiche a piccola capitalizzazione.
Dopo il crollo di oggi, il titolo Corcept è in calo del 70% rispetto al massimo dell'anno registrato a fine marzo.
La richiesta della FDA di ulteriori prove sull'efficacia del relacorilant ha indebolito materialmente la fiducia degli investitori nella crescita a breve termine di Corcept.
Il farmaco era previsto come un importante motore di ricavi nel mercato della sindrome di Cushing, dove CORT vende già Korlym.
Con il relacorilant che ora affronta ritardi o potenziale rifiuto, gli analisti lo hanno rimosso dai loro modelli finanziari per questa indicazione.
Korlym stesso è sotto pressione dalla concorrenza dei generici, in particolare da Teva Pharmaceuticals. Questo lascia il titolo CORT con un potenziale di rialzo limitato nella sua area terapeutica principale.
L'ostacolo normativo non solo impatta le vendite future, ma solleva anche domande sulla solidità dei dati clinici e della strategia di sperimentazione di Corcept Therapeutics.
Nonostante la grande battuta d'arresto della FDA, alcuni analisti ritengono che la reazione del mercato possa aver superato i fondamentali.
Truist Securities, ad esempio, ha tagliato il suo obiettivo di prezzo sulle azioni Corcept a $50, riconoscendo che le notizie recenti sono significativamente ribassiste per l'azienda biotech.
Tuttavia, la società di investimento ha mantenuto un rating "buy", con l'obiettivo di prezzo rivisto al ribasso che indica ancora un potenziale rialzo di oltre il 40% da qui.
"Vediamo valore in Korlym nel Cushing's con potenziale di rialzo dal relacorilant nel PROC", hanno notato i suoi analisti, riferendosi al cancro ovarico resistente al platino.
Dopo il crollo di oggi, Corcept Therapeutics viene scambiata a un rapporto prezzo/vendite (P/S) di circa 10 solamente, che non è particolarmente costoso per un'azienda biotech in rapida crescita.
In breve, mentre le notizie della FDA sono innegabilmente negative, la rimozione del relacorilant per il Cushing's dai modelli di valutazione potrebbe essere prematura, soprattutto se il management può affrontare le preoccupazioni dell'agenzia.
Le azioni CORT potrebbero valere la pena di possedere verso il 2026, poiché non è uno di quei nomi biotech non redditizi.
Nell'ultimo trimestre riportato, la società ha avuto quasi $20 milioni di utile netto e $208 milioni di ricavi – in aumento di circa il 14% su base annua.
Inoltre, il bilancio di Corcept rimane solido e la sua ricerca in corso sul cancro ovarico potrebbe sbloccare nuovi flussi di ricavi.
Korlym, nonostante le sfide dei generici, continua a generare flusso di cassa, e il potenziale del relacorilant in oncologia rimane intatto.
Per gli investitori a lungo termine, l'attuale valutazione potrebbe offrire un punto di ingresso attraente, soprattutto se il management può affrontare le sfide normative e diversificare la sua pipeline.
La svendita ha resettato le aspettative, ma i fondamentali suggeriscono che Corcept è tutt'altro che fallita. Con esecuzione e chiarezza, il titolo potrebbe rimbalzare significativamente nei mesi a venire.
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